La casa del sogno
Quella notte ho visto la sua casa. In un sogno.
Spirava una brezza leggera. La casa era su una collina che dominava un golfo su cui era adagiata una città. Era una piccola casa di campagna, circondata dal verde, che ho visto dalla strada. Non mi sono avvicinata. Ricordo che lungo la strada c’erano altre ville, ma quella casa, non so perchè, sentivo che fosse la sua. Ho chiesto a qualcuno che passava di là se effettivamente così fosse, e mi ha risposto di si. Lo conosceva, era un suo amico, forse. Il cuore mi batteva forte.
E poi le navi. Nel golfo, ormeggiate vicino alla costa. Navi antiche, in legno, bellissime. E io pensavo ad un viaggio su quel mare azzurro da favola sotto il sole brillante.
I colori del sogno erano saturi, ma i contorni sfumati, come quelli di un quadro impressionista, e la scena era bella al limite del reale..
Il vedere, nel sogno, quella casa, “per la prima volta“, come mi sono detta commossa, mi ha fatta sentire più vicina a lui, come se avessi potuto mordere ancora un pezzetto della sua vita, come se non fossimo poi così lontani. E le navi, l’attraversare il mare per raggiungere un luogo distante.. era la metafora onirica di un possibile futuro incontro, del desiderio che Marco con quelle potesse attraversare il mare per venire da me..
Ma Marco non c’era. C’erano i suoi luoghi, c’era la sua casa, c’erano i profumi di dove lui viveva, portati dal vento, e quei colori, e quel sole di Sicilia, ma lui non c’era. E io, in quel sogno, avrei dato qualunque cosa per poterlo vedere.. per poter incontrare ancora una volta i suoi occhi, per potergli sorridere.. solo sorridere.. ancora una volta..